mercoledì 31 ottobre 2012

Yingli Green Energy



“Sustainability - As a leading global renewable energy company, Yingli Green Energy understands that the legacy we leave as a corporate citizen is not simply based on the types of products we make, but also the methods we employ in our manufacturing. Our production processes rely on a combination of various energy sources such as electricity, natural gas, heat and water. We set annual energy consumption reduction targets that meet or exceed Chinese and International Climate Change goals, and employ ways to utilize primary waste streams for secondary purposes. To help mitigate our electricity usage, we continue to build PV systems that generate electricity specifically for our manufacturing facilities, and now have over 20MW of our modules installed on site. We are also committed to monitoring and reducing the emissions created by our manufacturing processes, including but not limited to GHG, PFCs and other air emissions. We’re proud to be the first company in the global PV sector to obtain Product Carbon Footprint Verification from TÜV Rheinland, a leading worldwide provider of technical services highly respected in the solar industry. TÜV Rheinland’s assessment was conducted in accordance with international carbon footprint standard PAS 2050:2011, a publicly available and universally applied specification providing a method for assessing the lifecycle greenhouse gas emissions of various goods and services. In line with our continuous improvement efforts, we actively measure our waste streams and constantly strive to reduce them. Each year, we update our reduction targets in order to ensure that we maintain the most efficient and environmentally friendly manufacturing processes possible. One example is our long term agreement with SiC Processing AG, in which SiC will recycle exhausted cutting slurries for Yingli Green Energy through 2020. For the past 3 years, SiC has expanded its annual capacity for the recovery of exhausted cutting slurries generated by our production processes to 15,000 tons in 2009, 30,000 tons in 2010 and 60,000 tons in 2011. Yingli Green Energy is developing a Corporate Sustainability Report, scheduled to be released later this year that will further detail our commitment to the environment and community.”



martedì 30 ottobre 2012

I rifiuti diventano gioielli. Mostra su www.museodelriciclo.it



Il portale promosso da Ecolight - consorzio per la gestione dei RAEE, delle pile e accumulatori a fine vita - apre la nuova sezione web per bijoux e monili fatti con materiali di scarto. Dal rifiuto al bijou. Il Museo del Riciclo (www.museodelriciclo.it) portale web avviato tre anni fa da Ecolight - il consorzio che si occupa della gestione dei RAEE, delle pile e degli accumulatori giunti a fine vita - dedica una sezione al tema degli eco-gioielli. Si tratta di monili decorativi nati dalla creatività di artisti che hanno voluto lavorare materiali destinati alla discarica per farne degli oggetti preziosi. Anelli, collane, orecchini e bracciali ma anche gemelli e spille hanno trovato una nuova forma e una nuova identità, restituendo a nuova vita ai rifiuti. Per il lancio della sezione è stata scelta la collezione byLudo realizzata con parti di tastiere e mouse da una giovanissima artista: Ludovica Cirillo (www.museodelriciclo.it/autori/81/). Fin dall'età di sedici anni Ludovica ha sviluppato una particolare sensibilità per l'ambiente e il design andando a riutilizzare parti di computer e apparecchiature elettroniche, trasformandole in originali gioielli. «Mi piacciono le sfide in cui si mette in gioco la propria creatività con il concetto del riuso, oggi molto importante se si vuole evitare sprechi consumistici e contribuire a salvare il nostro pianeta dai rifiuti», spiega Ludovica che due anni fa è stata selezionata dal Comitato Scientifico di TNT, il Festival dedicato ai giovani promosso dal Ministero della Gioventù, entrando tra i primi 200 talenti italiani e oggi frequenta architettura alla London Metropolitan University.
Oltre i RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), utilizzati per esempio anche da Cristian Visentin che ha trasformato vecchie schede elettroniche in anelli e collane, il Museo del Riciclo testimonia l'uso di carta, plastica derivata dalle bottiglie, carta, bottoni e metalli per la creazione di gioielli. «È sorprendente la creatività espressa nell'utilizzo di materiali di scarto», osserva il presidente di Ecolight, Walter Camarda. «I rifiuti acquistano nuova vita diventando oggetti preziosi e di tendenza. Ma soprattutto diventano espressione dell'importante messaggio di cui, attraverso il Museo del Riciclo, ci facciamo portatori: è possibile dare una nuova vita ai rifiuti semplicemente riciclandoli». E questo vale anche i rifiuti elettronici che, per quanto poco conosciuti, rappresentano un'importante miniera di materie che possono essere riutilizzate. «Parliamo di plastica, ferro, metalli e vetro che compongono prevalentemente i rifiuti elettronici. Se conferiti correttamente, dai RAEE è possibile ottenere materie prime seconde capaci di far risparmiare energia», sottolinea il direttore generale di Ecolight, Giancarlo Dezio. «Portare all'isola ecologica i propri RAEE, oppure affidarli ad una struttura specializzata com'è Ecolight, è anche evitare che siano disperse nell'ambiente sostanze inquinanti: pensiamo solamente ai gas refrigeranti contenuti dei frigoriferi o al mercurio che si trova nelle lampadine a risparmio energetico».
Ecolight e il Museo del Riciclo presenteranno una selezione di eco-gioielli realizzati con materiali di scarto alla prossima edizione di Ecomondo. Lo stand del Museo del Riciclo sarà nella Hall Sud di Rimini Fiera dal 7 al 10 novembre.

Ecolight - Costituito nel 2004, è uno dei maggiori sistemi collettivi per la gestione dei Raee, delle Pile e degli Accumulatori. Il consorzio Ecolight, che raccoglie oltre 1.500 aziende, è il secondo a livello nazionale per quantità di immesso e il primo per numero di consorziati. È stato inoltre il primo sistema collettivo in Italia ad avere le certificazioni di qualità ISO 9001 e ISO 14001. È punto di riferimento per la grande distribuzione (Gdo) e tratta tutte le tipologie di Raee. www.ecolight.it.




lunedì 29 ottobre 2012

CORTECCE di Cédric Pollet (L’Ippocampo edizioni)



Questo libro è il risultato di 10 anni di fotografia consacrati alla ricerca delle più belle cortecce di alberi attraverso il Mondo. Ha riscontrato un successo impressionante Oltralpe e nelle librerie con più di 50.000 copie vendute. L’autore presenta le cortecce più spettacolari, le più grafiche, le più sorprendenti che ha visto sui cinque continenti: Europa, Africa, Asia, Oceania, Americhe. Ogni foto di corteccia è un’opera d’arte e viene presentata accanto ad una foto dell’albero nel suo ambiente naturale e un breve testo di grande qualità informativa. Questa passeggiata fra tronchi d’ogni dove non mancherà di incantare gli amanti della natura.

Cédric Pollet è fotografo naturalista, ingegnere paesaggista di formazione. Affascinato dall’incredibile bellezza delle cortecce degli alberi, ha consacrato loro la sua intera vita professionale percorrendo più di 25 paesi.

domenica 28 ottobre 2012

Guida ai green jobs. Come l'ambiente sta cambiando il mondo del lavoro di Tessa Gelisio e Marco Gisotti (Edizioni Ambiente)



In questo mio intervento torno a parlare delle effervescenti Edizioni Ambiente, cui si devono pubblicazioni, non solo di alto valore e spessore culturale, ma anche di grande attualità. Opere che ci aiutano a riflettere su questioni che devono starci a cuore, come l’ambiente e la nostra salute, temi che col passare del tempo stanno assumendo sempre più importanza. Oggi ci troviamo a dover dare seguito ad un imperativo categorico ineludibile, che ci impone di cambiare attraverso soluzioni che rispettino eco-parametri sempre più puntuali, sempre più a largo raggio. Ciò che ci viene chiesto è di cercare di mettere in discussione con maggiore forza (anche se certamente non è un’impresa facile) le condizioni e i termini di tutto quello che ha rappresentato la struttura dell’economia su scala globale. E’ senz’altro vero, infatti, che essa è affetta da una qualche forma di strana miopia, nel senso che, nel mezzo di una gigantesca crisi finanziaria,  i bisogni e le necessità della società, sono del tutto trascurati. E il termine “trascurati” non sarebbe sufficiente a comprendere il livello di attenzione che l’economia pone su questioni legate tanto alla società che all’ambiente. Naturalmente non si può approntare nessun tipo di discorso se prima non si lavora sulla risoluzione dei nodi teorico-pratici, etici, politici che stanno alla base di tutti quegli ostacoli o ambiguità che ruotano attorno alla macro-area della green economy. Molti sono gli interrogativi aperti, pochi i percorsi esplorativi miranti ad un miglioramento dello status quo, ma forse manca soprattutto la volontà di considerare concrete alternative a meccanismi economico-finanziari stritolanti. E quale migliore strada da percorrere se non quella che riguarda simultaneamente due aree di interesse piuttosto calde come l’ambiente e il lavoro? Sono passati quasi tre anni dalla sua prima edizione ed ecco che EA porta di nuovo in libreria una versione completamente rivista, aggiornata e ampliata della Guida ai green jobs a cura di Tessa Gelisio e Marco Gisotti, un libro che in ambito “eco” è divenuto un vero e proprio  punto di riferimento da cui partire per ragionare sui lavori verdi. Si tratta di un lavoro che chiunque abbia interesse al benessere ecologico dei contesti che agisce deve leggere perché, non solo rappresenta una bussola che dice al lettore cosa sta accadendo, ma suggerisce punti di vista assolutamente chiari su quali possono essere gli scenari futuri in ambiti adiacenti, che spaziano dalle energie rinnovabili ai rifiuti, all’ecofinanza, al green marketing & advertising, sino addirittura al green fashion. A testimonianza del fatto che non c’è ambito del mercato non sia stato travolto da un’onda green, che ha fatto cominciare a riflettere su aspetti come la riduzione degli sprechi e le incredibili opportunità occupazionali insite nella Green Economy. Ritengo la lettura di questo libro assolutamente imprescindibile perché analizza, nero su bianco, i lavoro verdi più richiesti, con tanto di percorso formativo da seguire per trovarli. E, cosa non secondaria, perché riporta le testimonianze dal campo, attraverso più di cinquanta interviste ai protagonisti della trasformazione di questa economia del futuro.

Tessa Gelisio è giornalista, conduttrice televisiva e presidente dell’associazione ambientalista forPlanet (www.forplanet.org). Esperta di comunicazione ambientale, scrive di ecologia e tematiche sociali legate all’ambiente su varie testate nazionali. Ha condotto programmi di divulgazione scientifica e naturalistica, tra cui “Oasi” (La7) e “Solaris” (Rete 4). Attualmente conduce “Pianeta Mare” su Rete 4 e la nuova edizione di “Cotto e mangiato” su Italia 1.

Marco Gisotti, giornalista e divulgatore, è uno dei massimi esperti in Italia di comunicazione ambientale, green economy e green jobs. Ha fondato l’agenzia di studi ambientali Green Factor (www.greenfactoronline.it) e dirige il master in Comunicazione ambientale presso lo Iulm di Milano, in collaborazione con il Cts. È fra i curatori del rapporto annuale “GreenItaly” di Unioncamere e Fondazione Symbola. Tiene conferenze di orientamento per università, scuole, imprese e da molti anni anima gli incontri legati al giornalismo ambientale del Festival internazionale di giornalismo di Perugia. Come autore televisivo ha scritto e ideato la serie di animazione “2 amici per la Terra” (Rai 3) e collabora alla trasmissione “DixitScienza” (Rai Storia). È direttore del premio Green Drop Award assegnato da Green Cross Italia e comune di Venezia alla Mostra d’arte cinematografica di Venezia.

Intervento sul quotidiano Paese Nuovo del 11/10/2012 di Vander Tumiatti (Imprenditore e fondatore di Sea Marconi Technologies)

sabato 27 ottobre 2012

FONDAZIONE FLORENS



“UN LABORATORIO DI ECONOMIA DEI BENI  CULTURALI E AMBIENTALI - La Fondazione nasce dall’esperienza di  Florens 2010 che ha reso Firenze un laboratorio  internazionale di economia dei beni culturali e ambientali con oltre 150 appuntamenti e 372 relatori da tutto il mondo; 9.000 iscritti a convegni e Lectio Magistralis; circa 200.000 partecipanti complessivi; 1.830 uscite mediatiche, dall’Huffington Post a tutte le principali testate nazionali e internazionali. La  mission  della Fondazione è promuovere la conoscenza e lo sviluppo dell’economia nel settore dei beni culturali, ambientali, dell’industria creativa, della produzione culturale, nonché ricoprire un ruolo propulsivo nell’integrazione delle politiche culturali secondo logiche nuove,  per rilanciare la crescita economica del Paese. Il concept della Fondazione è precursore della nuova visione dello sviluppo economico, che considera la cultura e il paesaggio non come centri di spesa improduttiva, ma al contrario come un investimento indispensabile per rilanciare la crescita e sopperire alla scarsa produttività attuale, dove immettere più cultura nell’economia significa accrescerne le potenzialità di crescita. L’attività della Fondazione prevede un appuntamento biennale con il quale dà appuntamento, nella Settimana dei Beni Culturali e Ambientali e specificatamente nel Forum Internazionale, ai rappresentanti dei governi e alle principali istituzioni culturali nazionali e mondiali, per  affrontare i temi del recupero, restauro e fruizione dei beni culturali; della tutela del paesaggio connesso ai beni culturali e al sistema identitario; della promozione di interventi progettuali nel settore culturale e ambientale anche con forte contenuto tecnologico e infrastrutturale; delle tematiche inerenti il “saper fare” come l’artigianato e l’enogastronomia; dello sviluppo di nuovi progetti di visione integrata delle tematiche economiche. Proponendosi con iniziative di best practices si pone come esempio per una cultura che accresca il benessere e per un’economia che si nutra di cultura: un impegno che intende sviluppare attraverso una rete di idee e di esperienze trasversali ai vari campi del sapere e  delle diverse attività economiche collegate al settore culturale: una piattaforma ideale per gettare un ponte tra la dimensione locale e quella globale, candidando Firenze a città leader a livello mondiale per l’economia della cultura. Con i Soci Fondatori Intesa Sanpaolo, Banca CR Firenze, Confindustria Firenze e CNA Firenze, la Fondazione può vantare tra i suoi sostenitori molti nomi d’eccellenza. Tra questi: gli attuali ministri Corrado Passera e Corrado Clini con il sottosegretario Roberto Cecchi, il Cardinale Giuseppe Betori, che da subito ne  hanno condiviso la mission.”


giovedì 25 ottobre 2012

Rotoprint, il riciclo antispreco fa risparmiare e viene premiato negli USA



Rotoprint, il riciclo antispreco fa risparmiare e viene premiato negli USA. L'azienda di Lainate (MI), con il suo metodo unico per modificare gli imballaggi stampati, ha vinto il Golden Cylinder della Gravure Association of America nella categoria Technical Innovation Packaging. È un'azienda italiana, la Rotoprint Sovrastampa di Lainate (MI), la vincitrice del Golden Cylinder Award della GAA, Gravure Association of America, nella categoria Technical Innovation Packaging. Gian Carlo e Giovanni Luca Arici, i titolari della Rotoprint, hanno ritirato il premio a Chicago, Illinois, nel corso della cerimonia annuale che si è tenuta l'11 ottobre. «La GAA è un punto di riferimento per quanti, come noi, operano nel settore della stampa rotocalco -commenta Gian Carlo Arici, fondatore di Rotoprint-. Siamo quindi felicissimi di aver visto riconosciuto oltreoceano il carattere unico e innovativo del nostro procedimento brevettato: un sistema per sovrastampare, con precisione millimetrica, gli imballaggi già stampati, rendendo possibile correggere errori, modificare grafiche e testi o addirittura cambiare completamente volto a un materiale non più utilizzabile». Una manna per le aziende, soprattutto italiane ma non solo, che devono fare i conti con rimanenze di imballaggi perfetti ma che per vari motivi diventano obsoleti o "sbagliati". «Siamo orgogliosi di rappresentare l'Italia con questo premio -continua sempre Gian Carlo Arici-: anche in un momento di crisi come questo dimostriamo che la carta vincente del Made in Italy sta nell'innovazione e nella creatività, valori per i quali all'estero siamo già conosciuti, uniti all'affidabilità e alla garanzia di un risultato perfetto». Riutilizzare gli imballaggi vuol dire anche fare bene all'ambiente: ogni anno Rotoprint salva dal macero qualcosa come 18mila km di materiale, come dire un viaggio di andata e ritorno fra Milano e Rio de Janeiro. Tutte emissioni di CO2 in meno e di spazio non occupato in discarica.

La GAA - Gravure Association of Amearica, nata nel 1987 dalla fusione di due realtà analoghe esistenti fin dal dopoguerra, è la più importante associazione americana che riunisce le aziende che si occupano dei processi di stampa. Ogni anno premia le migliori aziende del settore, non solo americane, con i Golden Cylindre Awards: nel 2012, anno della 26a edizione del premio, hanno partecipato alla finale 75 candidati da tutto il mondo. www.gaa.org.
Rotoprint Sovrastampa è fra le imprese premiate il Golden Cylinder nella categoria Technical Innovation Packaging per il suo metodo esclusivo di sovrastampa con macchine rotocalco, in grado di adattarsi a qualsiasi materiale e a ogni modifica richiesta dal cliente. L'impegno di Rotoprint per l'ambiente e la qualità del suo lavoro sono riconosciuti in tutto il mondo: l'Associazione Americana PLGA Global ha conferito una menzione d'onore a Rotoprint all'ultima edizione dei Print Quality Awards, tenutasi a Miami (Florida) e la E.R.A (European Rotogravure Association) ha premiato l'azienda con l'Innovation Award 2011.

Rotoprint Sovrastampa S.r.l. Nata nel 1978 a Lainate (MI), Rotoprint Sovrastampa è specializzata nel modificare imballaggi già stampati, siano essi in formati (tetrarex, combiblok, elopak, scatole microonda, astucci, blister, cluster) o in bobina con supporto mono o pluristrato (alluminio, carta, poliammide, polietilene, polipropilene, poliestere, sleeves, tetrapak). Rotoprint Sovrastampa è una Società con Sistema di Gestione Qualità Certificato UNI EN ISO 9001: 2008 e per il suo Procedimento Brevettato ha vinto l'Oscar dell'Imballaggio 1993 (conferito dall'Istituto Italiano Imballaggio). www.rotoprint.com

mercoledì 24 ottobre 2012

Alternativa Sostenible – il blog



La nostra Missione - Alternativa Sostenibile: quando ormai parlare di solo sviluppo non basta più... Nel 1987 il rapporto Brundtland ha dato una prima definizione di sviluppo sostenibile, ripresa e completata negli anni da tutte le principali organizzazioni internazionali. Nel 2009, però, parlare solo di sviluppo sostenibile non basta più: serve un'alternativa. Ed ecco allora Alternativa Sostenibile: il presente non ha una sola chiave di lettura, un nuovo portale nato per far coesistere sostenibilità e sviluppo nel XXI secolo, attraverso la messa in rete di conoscenze ed esperienze in ambito ambientale, economico e sociale. Un primo passo per una rivoluzione culturale in grado di garantire un futuro al nostro Pianeta.

Lo Staff: 

Riccardo BANDELLO: Editore Responsabile
Andrea PIETRAROTA: Direttore responsabile
Francesca BORTONE: Responsabile Marketing, Redattrice
Eliana SAVINO: Responsabile Comunicazione, Redattrice
Maddalena CASSUOLI: Redattrice
Tommaso TAUTONICO: Redattore
Roberto SECCI: Ufficio Stampa
Andrea SETTEMBRE: Redattore
Marilisa ROMAGNO: Redattrice
Annalisa BATTISODO: Redattrice
Roberta COLELLA: Redattrice

Vesna TOMAŠEVIĆ: Redattrice
Manuela BIANCHI: Redattrice
Stefano PANZERI: Redattore
Mara Giuditta URRIANI: Redattrice
Alessio ELIA: Redattore
Sergio IZZI: Redattore
Sabino CANNONE: Redattore
Carla PAOLUCCI: Redattrice
Vincenzo TABONE: Redattore
Stefano FANTI: Redattore”


mercoledì 17 ottobre 2012

Chi si accontenta ...



Tra le letture che mi hanno maggiormente colpito di recente, c’è una delle ultime pubblicazioni di Edizioni Ambiente, un editore che seguo da tempo e con grande interesse. Sto parlando del lavoro di Diana Coyle, dal titolo “Economia dell'abbastanza. Gestire l'economia come se del futuro ci importasse qualcosa”. Diana Coyle ha conseguito un PhD in economia ad Harvard e guida una società di consulenza specializzata in tecnologia e fenomeni della globalizzazione ed è inoltre autrice di diverse pubblicazioni scientifico – economiche e consigliere della BBC, nonché visiting professor alla University of Manchester.
Il libro in questione è già diventato un caso letterario negli USA, ma va letto soprattutto perché ci fa riflettere su una necessità di fondo che sembra richiedere, e in maniera sempre più stringente, risposte serie e concrete: occorre pensare  un altro modo di concepire l’economia, e di farla, perché al di là di ogni ragionevole dubbio il sistema va radicalmente cambiato, partendo proprio da una riorganizzazione delle libertà che coinvolgono diversi settori della società, e della produzione. E’ giunto insomma il momento di elaborare una nuova sintesi, un grande piano di fuga, un’ idea che possa risolvere le quattro emergenze parallele dell'economia, della politica, della natura, e della morale.


Domanda: è possibile cambiare? E’ possibile cioè ridiscutere i termini di ciò che fino ad oggi ha rappresentato la struttura della nostra economia su scala planetaria? Nel bel mezzo di una gigantesca crisi finanziaria, l’economia non guarda più a sé stessa come a un possibile interlocutore con la realtà sociale. Anzi, ha abbandonato proprio del tutto la “questione”. Non è possibile formulare delle risposte, proporre alternative se prima non si comprendono a fondo i termini di questa deriva economica, i nodi insoluti, i meccanismi e le contraddizioni che hanno inceppato il sistema con conseguenze pesantissime. Per la Coyle sono cinque le sfide da affrontare per cercare di lasciarci alle spalle questo consumismo distruttivo: Felicità, Natura, Posterità, Equità, Fiducia. Ed ecco il suo “Manifesto dell'Abbastanza” nel quale pone le regole per consumare evitando di distruggere, edificare  una società meno stressata, e lasciare ai nostri figli un futuro più sereno. All'origine dei nostri probemi, spiega la Coyle in un'analisi  che potremmo definire “ideologica” e che sta raccogliendo vasti consensi a prescindere dagli orientamenti politici, è la caduta verticale del nostro "capitale sociale". Cioè la fiducia che abbiamo nei nostri concittadini, nei nostri governanti, nelle élite, nelle istituzioni.
 
Ma gli spunti di riflessione che l’autrice propone in questo libro sono molteplici e rappresentano un vero e proprio percorso esplorativo all’interno di un’economia che fondamentalmente disprezza e non riconosce la categoria del “futuro sostenibile”. Già, perché l’umanità è giunta a produrre non solo più di quanto le necessita ma ha accantonato, quasi con noncuranza, l’idea di un approccio critico al consumo, da qualsiasi punto di vista si voglia considerare il termine CONSUMO.  Il saggio di Diane Coyle si offre al lettore come pubblicazione che allo stesso tempo propone una sfida e tenta di costruire  una speranza: la sfida sta nel pensare ad un salto di paradigma che ridisegni i meccanismi economici e finanziari, il sogno invece accarezza la volontà di individuare operativamente tutte le vie d’uscita che ci permettano di realizzare il tipo di società in cui vorremmo vivere, ritrovando la fiducia indispensabile per continuare a crescere, ma in modo più sano e consapevole. Il libro è inoltre da apprezzare per le riflessioni della scrittrice su ambiente e natura, sistemi che non possono essere trascurati dal momento che è sempre più indispensabile un’inversione di tendenza al fine di eliminare le emissioni di C02 e i consumi di energia in tutto il mondo, soprattutto nei paesi maggiormente industrializzati. Anche se per fare questo occorrerebbe un vasto consenso internazionale in materia ambientale, cosa che oggi appare quasi un sogno e,  ancor più di un sogno, irraggiungibile.

Economia dell'abbastanza. Gestire l'economia come se del futuro ci importasse qualcosa di Diane Coyle edito da Edizioni Ambiente (intervento di Vander Tumiatti apparso sul Paese Nuovo del 7 settembre 2012)