lunedì 14 aprile 2014

L’expo 2015 approda a Venezia con Aquae. Intervento di Stefano D’Almo




A un anno e spiccioli dall'apertura delle sue porte al pubblico, l'Expo 2015 fa tappa il 12 aprile scorso a Venezia, per la precisione al Parco San Giuliano di Mestre dove  era in corso il salone nautico veneziano, per la presentazione del Masterplan Aquae, una sorta di “portale” non solo virtuale comprendente itinerari alternativi da affiancare alla già cospiqua e tradizionale offerta turistica lagunare. Certo la crisi peggiore degli ultimi ottant'anni non aiuta e si fa sentire in modo pesante. Difficile trovare le risorse economiche in tempi di spending review, ma anche reperire aziende sufficientemente lungimiranti e in forze da farsi coinvolgere in iniziative in cui investire tempo e denari. Ma l'Expo, pur tra battute d'arresto e qualche scossone, non si ferma e, dribblando  polemiche sui ritardi nei lavori, accuse per le opere cui si è dovuto rinunciare strada facendo, presunte collusioni con settori non molto frequentabili della società,  riemerge di tanto in tanto a far parlare di sé.  A Venezia l'Expo approda per la presentazione delle iniziative che formeranno il fulcro degli eventi con cui la Serenissima parteciperà alla grande kermesse planetaria del 2015.
Al loro centro c'é Aquae,  un “Masterplan” che è poi un inglesismo traducibile in questo caso come un itinerario storico, naturalistico, culturale e multimediale che si pone come alternativa, o meglio a integrazione, di quelli classici veneziani, allo scopo di ripercorrere e narrare in maniera diversa la grande civiltà che si è sviluppata nel bacino delle acque a partire da più di millequattrocento anni fa.
Il progetto, che costituisce la spina dorsale delle iniziative che collegheranno la città lagunare al complesso espositivo di Rho, si richiama per nome e contenuti a Pianeta Acqua, una fiera che si è svolta nel 2010. Tra i suoi obiettivi principali, trattare gli utilizzi dell'acqua in diversi ambiti: domestico, industriale e agricolo. Ad entrare più nel dettaglio è Laura Fincato, relatrice e presidente delegata del Comitato Expo Venezia, la quale parla del ruolo fondamentale dell'acqua nella qualità della vita e dell'importanza di stimolare l'approfondimento a livello internazionale di temi come quello del contributo fornito dall'acqua al sostentamento quale “generatrice di alimenti”, ma anche delle problematiche legate ai fenomeni meteorologici-ambientali. Una risorsa che come sappiamo può facilmente, rapidamente e drammaticamente evolvere in problema. Cesare de Michelis, presidente di Expo Venice, società che si occupa dell'ideazione  realizzazione di esposizioni fieristiche, sottolinea le opportunità a lungo termine che Aquae potrebbe offrire nell'assegnare a Venezia un ruolo prioritario nei temi dell'acqua, fino a farne una sorta di “Authority”, anche se non esattamente un'Authority, visto le controverse esperienze che hanno segnato la vita di alcune di tali istituzioni. Per Gabriella Chiellino, curatrice del progetto Pianeta Aquae 2015, l'acqua è alla base di un tema fondamentale per il pianeta, che è poi anche l'argomento di fondo dell'esposizione mondiale del prossimo anno: la nutrizione. Infatti, fa notare, ben il 70% di tutta l'acqua dolce disponibile sul nostro pianeta è utilizzato dall'agricoltura, mentre il restante 30% è destinato al consumo umano e a quello industriale. Ovvio che il punto chiave sia il cibo. Fisicamente Expo Aquae troverà collocazione a Marghera, con la collaborazione di aziende locali specializzate nella depurazione.Tra gli obiettivi del progetto la priorità è incrementare il turismo specializzato. In pratica ciò significherà convincere una buona parte dei 20 milioni di visitatori previsti per l'Expo a recarsi a Venezia attraverso una formula che potremmo definire di “turismo intelligente”. Ma è un target esigente e  se si vuole  raggiungere questo scopo è necessario mettere a punto una formula che comprenda una varietà di motivi d'interesse, dalla storia, all'arte, dalle molteplici forme di governo dei flussi acquei lagunari, fino alle tecnologie per l'ambiente, al Mose eccetera. L'incontro tra studiosi, imprenditori ed esperti di Paesi diversi potrebbe fornire l'occasione per partnership, alleanze o accordi  in un settore nel quale le nazioni si troveranno sempre più spesso, in futuro, di fronte al bivio tra sfida e collaborazione. Ma far incontrare tante teste potrà anche servire a sviluppare la collaborazione scientifica tra Paesi che grazie alle capacità dei propri scienziati ma anche sotto la spinta della sua scarsità, sono divenuti dei leader nella gestione di questo prezioso elemento. Ma non solo. Grande attenzione sarà dedicata anche alla riqualificazione di orti e vigne, all'organizzazione di visite nelle valli da pesca e nei luoghi di produzione, alla pesca notturna nella laguna nord e in particolare a Burano.

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