venerdì 30 maggio 2014

Gold Relax | www.arthotel-lecce.it

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ARTE E ECOSOSTENIBILITA’



Gianfranco Baruchello,  Diego Bonetto, Emilio Fantin, Piero Gilardi, Vito Maiullari, Luana Perilli, Mariagrazia Pontorno. A cura di Lidia Carrieri e Anna D’Elia

Sabato 7 giugno 2014, alle 18.30, nelle sale di Palazzo Barnaba a Martina Franca (Ta), la Fondazione Noesi inaugura la mostra ARTE E ECOSOSTENIBILITA’. Da grande madre, la natura è diventata spazio da depredare con nessuna considerazione per le sue leggi e i suoi equilibri. Gli artisti che partecipano a questa mostra lavorano da anni sulle difficili problematiche legate alla salvaguardia dell’ambiente e della vita in tutte le sue forme. Il lavoro di Gianfranco Baruchello si intitola: “Un metro cubo di terra – EARTH EXCHANGE” e prevede lo scambio di due metri cubi di terra “pura”, di cui uno proveniente da Santa Cornelia, sede della Fondazione Baruchello, e l’altro dalla campagna di Martina Franca. La terra come depositaria di valori ancestrali è il tema di questo lavoro inedito e del video “Le lieu”. Il messaggio dell’australiano Diego Bonetto, in mostra con una mappa e un video, è che osservando e attraversando gli spazi naturali si può imparare il linguaggio dimenticato della natura. Nasce da una collaborazione tra la Fondazione Noesi e l’Accademia di Belle Arti di Bari (con il coordinamento di Antonella Marino e Maria Vinella) il laboratorio di Emilio Fantin sulla natura e l’agricoltura biodinamica, e l’interpretazione artistica dei processi vitali delle piante, utilizzando il disegno e la pittura come mezzi espressivi. Le lezioni si terranno a Bari il 4 e il 5 giugno e i lavori saranno esposti a Martina Franca. Nell’installazione sonora in poliuretano  “Controcorrente” di Piero Gilardi la natura finta e simulata, dietro la seduzione ludica, cela il messaggio drammatico dell’esaurimento delle risorse ambientali, prima tra tutte l’acqua. Vito Maiullari, con il suo lavoro “Risonanze”, un’architettura sonora con sette stele di pietra di Apricena, riflette sull’importanza di rimettersi in ascolto dei suoni della pietra. La video installazione di Luana Perilli, incrociando l’arte alla sociobiologia e all’entomologia, invita a considerare la vita nella sua interezza e a recuperare il senso di comunità, mettendo in discussione il modello individualistico dominante in Occidente. Nell’opera di Mariagrazia Pontorno, un ulivo centenario sradicato, il mezzo tecnologico e il linguaggio 3D rappresentano una natura artificiale, metafora di una mancata occasione di comunicazione e unione con la realtà circostante, che è alla base della  pratica predatoria degli ulivi secolari.

 

Dal 7 giugno al 3 agosto 2014

Martina Franca  Palazzo Barnaba ,Via Principe Umberto, 49           

venerdì, sabato, domenica, ore 18,00-21,00 (ingresso gratuito)

www.carrierinoesi.it

tel. 080.4801759 info@carrierinoesi.it

 

martedì 20 maggio 2014

DONA IL TUO 5X1000 all’Associazione Arcadia Lecce (Ordo Equestris Templi Arcadia)


















L’Associazione Arcadia Lecce (Ordo Equestris Templi Arcadia) nasce nel febbraio del 2008, non con lo scopo di ricostituire l’antico ordine dei Poveri Commilitoni di Cristo e del Tempio di Salomone, sospeso amministrativamente nel 1312 con la bolla "Vox in Eccelso", ma con l’obiettivo di aggregare persone che unite dallo Spirito Templare siano in grado identifcarsi e distinguersi. Arcadia ricostituisce, al suo interno, l’antica Gerarchia dell’Ordine, e ne segue, adeguatamente con i tempi, l’antica Regola. Opera in tutti i settori del sociale dove è possibile portare un contributo agli altri, dalle attività Religiose alle attività di Solidarietà, dalla diffusione della Cultura alla diffusione delle Tradizioni Popolari, dalla tutela del Patrimonio Storico/Architettonico alla tutela dell’Ambiente. E’ su questi valori e su queste caratteristiche che l’Associazione Arcadia Lecce (Ordo Equestris Templi Arcadia) oggi fonda il Suo Spirito e la sua Moralità, accogliendo tra le sue fila Persone che li posseggano e siano in grado di trasmetterli, al fine di formare un'unica Coscienza Spirituale e Morale in grado di rinnovare, nel proprio piccolo, il mondo.

Info

Intervista a cura di Stefano D’Almo ad Alessandra Taverna, presidentessa del neonato parco della Laguna Nord di Venezia



Il 12 maggio scorso è nato il parco della Laguna Nord di Venezia. Definito parco Regionale d’interesse locale, in realtà riguarda un territorio che, per storia, tradizioni, collocazione, morfologia e dimensioni, presenta una sfera d’interesse decisamente più ampia, che si estende anche al piano internazionale. Per le sue peculiarità infatti, trattandosi di un’ampia area ad interesse insieme naturalistico antropologico, si presta a divenire un laboratorio nel quale sperimentare nuove forme di coesistenza e di interazione tra uomo e natura. Candidandosi a diventare un  modello di riferimento. Quella che segue è l’intervista ad Alessandra Taverna, presidentessa dell’istituzione Parco della Laguna Nord.

D: Presidentessa Taverna, una settimana fa il Consiglio comunale di Venezia ha approvato l’istituzione del Parco della Laguna Nord. Una gestazione lunga, accompagnata da molte polemiche. Perché tanta ostilità verso questa iniziativa?
R In questa vicenda c’è stata una certa strumentalizzazione politica, legata soprattutto all’idea che i parchi naturali siano di fatto un modo per attivare dei vincoli alle attività umane, tra cui l’edilizia, il trasporto, la caccia e la pesca. E’ da questo pregiudizio che nasce gran parte delle ostilità.

D: In effetti molte delle contestazioni, delle petizioni e finanche delle esplicite minacce contro il parco e i suoi promotori sono state dettate dal timore, da parte dei residenti, di nuovi vincoli e divieti più o meno restrittivi della libertà, col pretesto della tutela. Ciò in un contesto già per molti versi penalizzato da difficoltà varie. Come fugare questi timori?

R Basta leggere il dispositivo della legge 40 del 1984 per capire che, il tipo di parco che il Comune di Venezia ha scelto - o meglio, è stato costretto ad adottare – vale a dire quello regionale d’interesse locale, nasce con caratteristiche giuridiche totalmente diverse dai parchi regionali naturali. Leggendo gli articoli di legge si capisce che poco può essere aggiunto all’esistente. La laguna è già sottoposta a una serie di vincoli imposti dalla normativa europea, mi riferisco in particolare alle direttive sulla protezione degli uccelli e alla regolamentazione quale area umida, regole che ci sono già.
Il punto è fare in modo che questi vincoli vengano rispettati. Credo che il timore sia proprio quello: che finalmente vengano fatti rispettare dei vincoli che, di fatto, esistono ma sono in molti casi ignorati. Sto pensando al problema del traffico acqueo e alle normative sulla velocità. Vi sono molti canali di competenza della Provincia e in particolare del Magistrato alle acque, dove i limiti attuali, peraltro alti - venti km/h sull’acqua non sono pochi - vengono sistematicamente superati.
Come informare e come convincere? Facendo una seria campagna d’informazione, cosa che peraltro l’assessorato ha già cercato di fare, rispetto alle possibilità offerte dalla costituzione di un parco d’interesse locale, l’unico tipo di parco che un comune può istituire autonomamente, che è certamente meno restrittivo di un parco regionale. Ciò detto, chiunque può capire, a meno che non voglia strumentalizzare a tutti i costi l’operazione, che non stiamo parlando di un parco d’alta montagna sito tra i boschi, ma di un territorio fortemente antropizzato, ragion per cui  non potrà prescindere dalle attività svolte dai residenti, dalle iniziative e dalle vicende economiche e umane della gente che ci abita.
Proprio ieri si è svolta la prima edizione 2014 di “Isole in rete”, un’iniziativa che mette appunto in rete tutte le realtà pubbliche e private che operano in laguna a vario titolo, sia con attività commerciali, sia con servizi di guida naturalistica o di promozione culturale. La risposta è stata incoraggiante: quasi mille persone hanno partecipato ieri alle molte iniziative che abbiamo organizzato: servizi di ristorazione ma anche visite guidate a monumenti, chiese e conventi che si sono spinte fino alle origini di Venezia, vale a dire Quarto D’Altino e dintorni. E molte altre sono state le persone che hanno comunque utilizzato le linee di trasporto pubblico predisposte per l’occasione. E’ questa la dimensione di parco sulla quale io ho sempre lavorato, da più di dieci anni a questa parte.
Sono convinta che tutti quelli che vivono e lavorano in laguna debbano poter beneficiare del riconoscimento giuridico dell’area come parco. Non è intenzione di nessuno penalizzarli in questo senso; l’obiettivo che si è prefisso l’amministrazione comunale in generale, che io condivido pienamente è quello di valorizzare coloro che nel parco ci sono già e che vi lavorano, che vi hanno sempre lavorato come se il parco esistesse già. Anche per quanto riguarda la pesca e soprattutto la caccia, il piano ambientale e la delibera del parco passata in consiglio comunale non prevedono novità: il piano venatorio è quello della Provincia e non v’è alcuna restrizione rispetto a quello.

D: Si assiste ad un progressivo abbandono delle isole della Laguna Nord. Burano in cinquant’anni è passata da 8000 a 2700 abitanti. Come invertire questa tendenza all’abbandono ed evitare che splendide isole come queste diventino delle belle scatole vuote o un ospizio a cielo aperto? Potrà diventare il parco della Laguna Nord un elemento propulsore dello sviluppo economico e della socialità?

R Anche in questo senso il parco potrà venire incontro ai residenti. Mi riferisco ad aspetti collegati alle questioni urbanistiche, di residenzialità. Qualcuno si è stupito quando l’ho detto, ma è difficile che le piccole casette di Burano possano rispondere alle esigenze di una giovane coppia. C’è poi un aspetto di tipo economico: ho sentito emergere nei residenti, ma pure negli operatori economici dell’isola, il desiderio di poter affiancare al reddito normale che proviene dalla professione, quello ad esempio che può provenire dall’istituzione di un albergo diffuso, secondo i modelli che si sono già affermati altrove. Penso alla Carnia, in Friuli Venezia Giulia, o alle colline dell’Umbria. In questo modo le persone che stanno lasciando Burano per una serie di motivi, tra cui i problemi abitativi, ma anche per le scarse opportunità di lavoro, circoscritte a pochi settori, potranno trovare in questo modo la possibilità di ottenere un reddito integrativo. Credo però che il problema principale resti quello dei trasporti. Un’ora di vaporetto per raggiungere la terra ferma è obiettivamente un po’ troppo, ed è per questo che stiamo lavorando per promuovere collegamenti diversi da quelli attuali, ma comunque sempre in forma di trasporto pubblico. Il punto è saper coniugare le esigenze dei residenti con quelle dei turisti. Molti sembrano scandalizzarsi quando si parla di turismo, ma è inutile nascondersi dietro un dito: le isole della Laguna Nord non possono più prescindere da questa importante risorsa economica. Ciò non significa però che non si debba puntare ad un turismo consapevole, sostenibile, di qualità e con numeri diversi. Un turismo meno “mordi e fuggi” di quello attuale, che si soffermi un po’ più a lungo ad approfondire la conoscenza dei  luoghi e delle persone e che non può prescindere dal un efficiente trasporto pubblico.

giovedì 8 maggio 2014

AL VIA IN VACANZA NEI PARCHI, NUOVA PIATTAFORMA WEB DEI PARCHI DELL’APPENNINO LUCANO E DELLA SILA COFINANZIATA DA FONDAZIONE TELECOM ITALIA



I Parchi nazionali dell'Appennino Lucano Val d'Agri Lagonegrese e della Sila insieme per un’offerta coordinata del turismo sostenibile e di qualità. L’iniziativa, supportata da Fondazione Telecom Italia, serve a migliorare l’offerta turistica dei due Parchi potenziando il turismo naturale con l’uso delle tecnologie e la creazione di un portale che metta in rete e a sistema gli operatori turistici, culturali, agricoli e i loro relativi servizi


Roma, 7 maggio 2014 - È stato presentato oggi nella capitale, alla presenza del Sottosegretario all’Ambiente Barbara Degani, il progetto di promozione turistica In Vacanza nei Parchi finanziato da Fondazione Telecom Italia nell’ambito del proprio bando del 2011 I parchi e le aree marine protette un patrimonio unico dell’Italia e promosso dalla partnership costituita da Parco Nazionale dell'Appennino Lucano Val d'Agri-Lagonegrese (Basilicata), Parco Nazionale della Sila (Calabria) e Legambiente Basilicata Onlus. Entrambi i Parchi costituiscono importanti cerniere per la tutela della biodiversità presente nelle aree protette dell'Appennino meridionale e svolgono un ruolo strategico nell'ottica del progetto Ape - Appennino Parco d'Europa - che prefigura l'Appennino come un unico sistema dal punto di vista ambientale, economico e sociale.

Come tutti i progetti sostenuti da Fondazione Telecom Italia, In Vacanza nei Parchi ha forte valenza tecnologica poiché offre l’occasione di sviluppare un’interazione tra nuove tecnologie, innovazione e cultura del territorio. L’iniziativa, progettata da ISED Ingegneria dei Sistemi S.p.A., ha previsto la realizzazione di un portale www.invacanzaneiparchi.it che consente ai visitatori, anche attraverso strumenti informatici, di "auto-costruirsi" la propria vacanza nei Parchi attraverso pochi click e un unico pagamento (che può essere comprensivo di alloggio, attività varie, escursioni, ecc..), con la garanzia di fruire di strutture di qualità. Tre sono le lingue disponibili: italiano, inglese e tedesco; il portale è ottimizzato per pc, tablet e smartphone.

In Vacanza nei Parchi è un’opportunità per promuovere e migliorare l'offerta turistica dei due Parchi potenziando il turismo natura e di qualità, attraverso la creazione di una rete NTL (Network Turistico Locale), che riunisce operatori, strutture, imprese e fornitori di servizi di interesse turistico situati nelle due aree protette rispondenti a criteri di eco-sostenibilità e qualità dell'offerta, e che saranno inseriti nel portale on-line (già presenti 37 per il Parco Appennino Lucano e 13 per il Parco della Sila) per dare la possibilità al turista di auto-costruirsi la propria vacanza su misura. In particolare, il portale vuole promuovere e far conoscere – attraverso articoli che trattano tematiche quali NATURA, ARTE, TIPICITÀ, EVENTI, ESCURSIONI & RELAX, SERVIZI e BOTTEGA – il contesto territoriale dei singoli Parchi. Si può navigare per area di interesse o per luoghi, grazie alla georeferenziazione di ogni bene descritto. Una terza opzione, “parco accessibile”, racchiude quelle “esperienze” per persone diversamente abili. In home page vi sono, inoltre, le sezioni: “in evidenza”, gli “eventi”, sia in corso che imminenti, gli “Itinerari proposti”, sia gratuiti che a pagamento, le sezioni “DOVE ANDARE” e “COSA VEDERE”, l’“OSPITALITÀ” e, infine, “le “News”. Queste ultime sono corredate di una sorgente RSS (Really Simple Syndication), finalizzata a consentire agli utenti di essere informati, in tempo reale, riguardo gli aggiornamenti. Tale strumento aumenta la visibilità presso i motori di ricerca e, di conseguenza, il traffico dei visitatori.

La qualità dell'offerta e dei servizi proposti è verificata e certificata attraverso protocolli operativi condivisi e osservati dagli operatori che aderiscono al Network, nello specifico, sottoscrivendo un Regolamento della Qualità Ambientale (RQA) al quale attenersi scrupolosamente. A Garanzia del rispetto del RQA, la qualità del servizio messo in campo è verificata periodicamente; inoltre l'appartenenza al NTL è avvalorata dall'esposizione del logo del progetto da parte degli operatori aderenti e riconosciuti dai Parchi.

La realizzazione e l’implementazione del portale turistico www.invacanzaneiparchi.it – ha dichiarato il Presidente del Parco Appennino Lucano Domenico Totaro – insieme all’adozione della Carta Europea del Turismo Sostenibile, rappresenta un modo per incoraggiare e sostenere il miglioramento dell’offerta turistica del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, cercando di adeguarla agli standard europei e alle richieste di un mercato sempre più esigente e qualificato. L’elaborazione del Network Turistico Locale si pone come ausilio agli operatori turistici del Parco in modo da raccogliere l'offerta di natura, cultura, arte e paesaggio di cui l'area protetta è ricca e posizionarla in modo qualificato e competitivo sui mercati turistici, offrendo strumenti innovativi che rendono in modo accattivante e rigoroso il grande patrimonio di biodiversità che è presente nell'area protetta.

L’idea di questo portale turistico è di per sé vincente – ha affermato il già Presidente del Parco Nazionale della Sila Sonia Ferrari – nella misura in cui non solo consente di rafforzare la rete fra gli operatori dei parchi coinvolti valorizzando e promuovendo conseguentemente con maggiore forza le risorse di queste aree protette, ma anche puntando alla soddisfazione del turista, a cui viene offerta l’opportunità di strutturare la propria vacanza a seconda dei propri tempi, gusti e possibilità, in generale delle proprie esigenze.

Fondazione Telecom Italia con questo progetto si è proposta di consolidare il proprio impegno sul tema dell’educazione e della valorizzazione del patrimonio nazionale ambientale applicato alle Aree Naturali Protette perché crede fortemente nella forza dell’interazione tra ambiente, cultura, turismo e nuove tecnologie. La missione di Fondazione è infatti quella di favorire e supportare progetti, tramite modelli replicabili, misurabili e basati sull’uso delle tecnologie digitali di cui possediamo esperienza e che, con grande senso di responsabilità sociale, mettiamo a disposizione della comunità, sottolinea Marcella Logli, Segretario Generale di Fondazione Telecom Italia.

La bellezza naturale e paesaggistica custodita nei Parchi italiani è senz’altro uno degli elementi caratteristici su cui il Paese deve puntare. Questo non solo per il valore in sé che la qualità dell’ambiente e del territorio rappresentano, ma anche perché parlare seriamente di economia turistica in Italia vuol dire investire e valorizzare proprio la qualità ambientale e le straordinarie caratteristiche territoriali. Ecco perché investire sui Parchi e sul modello di gestione territoriale che essi rappresentano dovrebbe essere una priorità per le politiche innovative e non di semplice conservazione, ha detto Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente.